
Autore: Banca Widiba
Data di pubblicazione: 04 giugno 2026
Investire sì, ma con criterio: i rischi da monitorare
Investire richiede un certo grado di competenze: improvvisarsi nel “fai da te” può portare a trascurare dei rischi impliciti nella natura dell’investimento stesso. Il rischio è infatti una componente inevitabile dell’investimento: a una maggiore incertezza è associato generalmente anche un rendimento potenziale più elevato.
Questo non significa evitare di investire perché è pericoloso: significa semplicemente essere consapevoli e informati e magari valutare le proprie scelte insieme a una persona specializzata come il consulente finanziario.
La conoscenza permette inoltre di avere una visione più chiara della propria propensione al rischio: in questo modo è possibile selezionare gli investimenti che più si addicono al proprio profilo, anche in relazione a obiettivi e orizzonte temporale.
Avere una maggiore consapevolezza dei rischi aiuta a saperli gestire: i principali sono illustrati di seguito, insieme alle modalità per mitigarli e tenerli monitorati.
Rischio di mercato, idiosincratico e di concentrazione
Una prima distinzione da tenere a mente è quella tra rischio di mercato e rischio idiosincratico o, più semplicemente, specifico. Il primo è legato all’andamento dei mercati: non dipende dalle singole caratteristiche dell’azienda o comunque dell’entità in cui si investe, bensì dal mercato stesso. Si tratta, infatti, del rischio di subire perdite a causa delle variazioni dei prezzi o dell'andamento generale del mercato. Si contrappone a quello idiosincratico o specifico, che dipende dalle caratteristiche peculiari dell’emittente di un titolo.
Al rischio specifico se ne collega un altro: quello di concentrazione, che si verifica quando una buona fetta del proprio portafoglio di investimenti viene allocata in un unico emittente, oppure in un unico settore, o area geografica. Il modo per mitigare e gestire il rischio di concentrazione è diversificare il portafoglio, ossia distribuire l’investimento per evitare che dipenda da un unico fattore.
Rischio di credito
Il rischio di credito è il rischio che la controparte a cui si presta del denaro non sia in grado di restituirlo in tutto o in parte, non pagando le cedole o non rimborsandolo a scadenza. Un modo per monitorarlo è conoscere il rating, cioè un indicatore relativo all’affidabilità dell’emittente.
Rischio di interesse
Il rischio di interesse è tipico della classe di investimento obbligazionaria. Infatti, esiste una relazione inversa che lega i tassi di interesse con il prezzo delle obbligazioni. Questo vale per le obbligazioni che offrono una cedola a tasso fisso: se aumenta il livello generale dei tassi di interesse, il tasso fisso dell’obbligazione non può variare e questo si riflette sul prezzo che invece, per compensazione, si riduce. Investire in obbligazioni a tasso variabile rappresenta quindi un modo per ridurre la sensibilità del portafoglio alle variazioni dei tassi.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità si verifica quando non si riesce a trovare rapidamente un acquirente disposto a comprare un investimento che si desidera vendere, oppure quando si riesce a venderlo solo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello atteso.
Ci sono degli strumenti che è più difficile smobilizzare: non tutti infatti hanno un mercato con un’ampia platea di investitori pronti ad acquistare un determinato strumento finanziario. Si pensi, per esempio, al mercato immobiliare, in cui è sicuramente più complesso trovare un acquirente e finalizzare la vendita rispetto a un’azione presente sul mercato regolamentato. Valutare quindi un investimento che sia facilmente liquidabile può permettere di mitigare il rischio che non si possa recuperare il capitale in tempi brevi, qualora se ne abbia la necessità.
Rischio di cambio
Il rischio di cambio è associato a una valuta diversa rispetto a quella domestica. Se un investitore europeo acquista un’azione statunitense infatti, potrebbe incorrere in una perdita data dall’indebolimento del dollaro rispetto all’euro. Un modo per tutelarsi è investire nella valuta locale, oppure in un titolo esposto a una valuta straniera ma protetto dal rischio di cambio.
In conclusione
È importante ricordare che l’elenco non è esaustivo: il consulente finanziario può rappresentare, in questo senso, un punto di riferimento per gestire i rischi complessivi di portafoglio e non prendere decisioni dettate dall’emotività.
Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce in alcun modo consulenza finanziaria, né sollecitazione all’investimento. Le informazioni fornite sono di carattere generale, non esaustivo e non tengono conto delle specifiche esigenze, della situazione finanziaria o degli obiettivi di investimento del singolo individuo. Prima di assumere qualsiasi decisione di investimento è opportuno valutare attentamente i rischi e rivolgersi a un consulente finanziario qualificato. La normativa fiscale citata è soggetta a possibili variazioni e può differire in base alla situazione personale dell’investitore.
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